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Il Maestro Kodo Sawaki (1880-1965)
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La vita è complicata. Ci sono dei momenti in cui, come in guerra, cade fuoco dal cielo, e c'è anche il momento per appisolarsi presso la stufa. Ci sono periodi durante i quali bisogna lavorare anche di notte, mentre in altri si può bere il sake. Venire a capo di tale vita tramite l'insegnamento del Buddha, questo è buddhismo.
Quando parliamo dello zen, facilmente il nostro pensiero
corre a vecchi personaggi di una società agreste, lontani,
perduti in secoli indefiniti, impensabili nel veloce procedere
del nostro tempo. Eppure Kodo Sawaki (1880-1965), detto anche
Yadonashi, 'il senza dimora', pur riproponendo lo stile di
vita sobrio dei primi patriarchi zen, appartiene interamente
alla nostra epoca, che egli ha percorso talvolta tragicamente
(era già monaco quando, agli inizi del secolo, partecipò
alla guerra russo-giapponese, esperienza che gli farà
affermare in seguito: "lo scopo del buddhismo è solamente
la pace"), ma che ha saputo anche guardare con acuto e ironico
senso critico non privo di comprensione per quella "strana
creatura che brancola nel buio con occhi intelligenti": sapere
che gli derivava da una saggezza antica, tramandata fin dalle
origini da maestro a discepolo, nel lento andare dei millenni.
Tutto ciò, senza ricorrere ad alcunché di straordinario,
bensì vivendo ogni evento con profonda gratuità
e consapevolezza. |