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Lo ju-jitsu, nella concezione comune, viene considerato forse
il più efficace metodo di difesa personale.Comprendeva tutte
le discipline che, col tempo, si sono divise ed hanno formato,
per esempio, il karate, lo judo, il kobudo, cioè l'uso delle
armi tradizionali come il bo, il nunchaku, il tonfa ed altri,
il kendo, lo iaido, che è l'arte di estrarre la spada, l'aikido
eccetera: insomma tutte le odierne arti marziali giapponesi. Lo
studio di questo stile si attua attraverso la conoscenza e la
continua pratica dei propri Kata (modelli) che includono attacchi
al corpo con colpi (Ate), lussazioni (Kansetsu), sbilanciamenti
e proiezioni (Nage), strangolamenti (Shime) e tecniche di rianimazione
(Kuatsu) Ovviamente per lo ju-jitsu valgono le medesime premesse
filosofiche del karate che può essere considerato una "specializzazione"
dello ju-jitsu.Il praticante di questa arte marziale molto completa
dovrebbe soprattutto tendere alla "ricerca" della propria stabilità
attraverso le tecniche che, se praticate con costanza, possono
portare ad un più elevato livello di autocoscienza. Si
ritiene che il contatto ravvicinato con un altro praticante sia,
da un punto di vista socio-educativo, un ottimo mezzo per capire
meglio il senso della tecnica e per sviluppare, attraverso la
"metafora" del combattimento, la propria capacità di comunicare
e di comprendere i propri interlocutori. Ciò significa,
grosso modo, che porsi in modo inadeguato di fronte ad un opponente
costringe a sgradevoli azioni di ripiego o alla sconfitta. Viceversa,
un atteggiamento tecnicamente ed eticamente corretto porta a
risultati utili. Lo ju-jitsu, così come le altre arti marziali,
insegna l'arte del confrontarsi con gli altri e, di
conseguenza, con se stessi. Procedendo in questo senso è
quindi possibile imparare una sorta di "etica del comportamento",
molto utile nella vita sociale d'ogni giorno.
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